I motivi (tecnici e non) per cui è stato giusto vendere Lukaku.

Aggiornamento: ago 19

In quella che è stata una delle operazioni di calciomercato più discusse della sessione estiva abbiamo provato ad analizzare tutte le motivazioni tecniche ed economiche che danno un senso alla cessione del bomber belga.



Nessuno.


Esatto.


Nessuno.


"..E ma 115 milioni sono tanti, tantissimi."

"E ma è arrivato Dzeko."

"E ma.."

Ok, patteggiamo: tutto vero.


Ma se è di vincere il campionato che parliamo, al netto della perdita di due pedine preziose come Hakimi ed Eriksen e di quella di una guida tecnica e motivazionale come quella di Conte (parliamoci chiaramente: potrà piacere o meno, stare antipatico oppure no, ma Conte è Conte) chiediamo a voi aiuto nel comprendere -ammesso che esista- quale possa essere una e una sola ragione calcistica per cui reinvestire i soldi di Lukaku negli Dzeko, Correa o Zapata che siano privandoti di quello che, probabilmente, è al momento tra i tre numeri 9 più forti al mondo, di certo quello fisicamente più straripante, nonchè leader tecnico e carismatico di un gruppo che -privato del suo condottiero in panchina- deve necessariamente ricostruire una nuova identità mantenendo possibilmente intatto quel filo conduttore con l'anno passato, sinonimo di una ritrovata mentalità vincente.


Lukaku è al momento tra i tre numeri 9 più forti al mondo, di certo quello fisicamente più straripante.

Lukaku è un asset che nel breve e medio termine continuerà ad incrementare ancora il proprio valore perchè le primavere sono "solo" 28 e fisicamente non ci risulta particolarmente predisposto ad infortuni o problematiche di altro tipo, ne in campo ne fuori, dunque per l'Inter fare cassa tra un anno avrebbe probabilmente potuto significare la garanzia di un altro campionato di vetta e una Champions più dignitosa di quella passata, stante anche la crescente maturità di un gruppo che di certo ha le carte in regola per giocarsi un ottavo di finale.


A complicare ulteriormente la situazione il fatto che tutto sia avvenuto a una manciata di settimane dall'inizio del Campionato, da qui la pendenza verso la seconda stella che continua a crescere e -non ce ne voglia Inzaghi che è un allenatore preparatissimo e molto capace- la solidarietà a tutti i tifosi interisti che, non più tardi di un mese e mezzo fa, si sono sentiti garantire che Hakimi sarebbe stata la prima e ultima illustre cessione di questa finestra di mercato.


Inzaghi è un allenatore preparatissimo e molto capace ma la strada è in salita. In bocca al lupo a lui.