I super giocatori non fanno un super squadra.

Aggiornamento: ago 19

L'eterna diatriba: sono i grandi campioni a fare grande la squadra o viceversa? Abbiamo provato a dire la nostra partendo dagli spunti di un calciomercato estivo scoppiettante.


Sembra essere consuetudine del nostro tempo assistere a sempre più frequenti migrazioni di top player, a volte leader e bandiere, in "All Stars Team" assemblati a colpi di fantamilioni, è il caso recente dell’esodo calcistico verso Parigi dei Messi, degli Hakimi e dei Donnarumma, o il caso dei Brooklyn Nets di Durant, Harden e Irving o ancora dei Lakers di LeBron, Davis e dei neo acquisti Carmelo Anthony e Russell Westbrook.

Di questi e molti altri esempi la storia sportiva recente è piena: basti pensare ai Galàcticos al Real Madrid o ai Big Three a Miami da cui il primo dei 4 anelli NBA di LeBron, ma la vera domanda a questo punto è: i super player fanno un super team?

La risposta è no, non del tutto perlomeno. Se è di squadra che si parla pleonastico ribadire siano molti i fattori che entrano in gioco: da quelli di contesto (piazze complesse, pressioni, alto carico di aspettative) a quelli meramente sportivi, dalle scelte della dirigenza, all’allenatore, all’amalgama dell’organico e alla profondità della rosa. Ecco: messo tutto a sistema è probabile che siamo a un 50% del puzzle, o -meglio- al 49.


I super player sono il 49% di un super team, subentrano poi tutti gli altri fattori, sia quelli sportivi che quelli di contesto.

Sì perché da qui in poi inizia il calcio, inizia il basket, inizia lo sport.

Inizia il gioco spettacolare e spregiudicato del primo Barcellona di Guardiola che scelse coraggiosamente di privarsi degli Henry e dei Ronaldinho per creare lo spazio e i migliori presupposti per mettere al centro del disegno tattico un signore che da lì ha messo in fila "solo" 6 palloni d’oro, inizia la scuola cestistica di Coach Gregg Popovich che ha fatto della dinastia Spurs una leggenda, vestendo da fuoriclasse anche i Patty Mills (non che fosse scarso eh ma per riguardatevi Gara-4 e Gara-5 delle Finali NBA con gli Heat die Big Three -e Ray Allen-). Di esempi come questi comunque ce ne sono molti e -fortunatamente- ce ne sono ogni anno, anche questo è uno dei motivi per cui lo sport è in grado di incollare al teleschermo milioni di telespettatori in tutto il mondo: la sua imprevedibilità.

Gli sport di squadra non sono una scienza esatta.

Di deterministico nel calcio e negli sport di squadra in generale c’è relativamente poco, non si tratta di una scienza esatta, ma perdura comunque con precisione chirurgica il risultato di un’equazione in particolare: non è un insieme di super giocatori a fare un super team.

E’ bensì un super team a dar vita -a volte- a super giocatori.

Per ulteriori approfondimenti chiedere dell’Italia di Mancini all’Europeo.