Nel casino siamo i più forti.

Aggiornamento: ago 19

Formidabili nelle difficoltà: sia quando ci sono sia quando decidiamo di crearcele. La recente storia sportiva ci consacra a genio e sregolatezza ma quando il gioco si fa duro noi veniamo sempre fuori alla grande.


Un’estate da record per l’Italia: quella della vittoria dell’Europeo, quella delle 40 medaglie alle Olimpiadi, quella degli exploit di Berrettini e della Giorgi nel Tennis, quella della ritrovata competitività anche nel motorsport.


Tutti abbiamo ancora negli occhi la memorabile impresa degli azzurri di Mancini all'Europeo, il doppio oro di Jacobs e quello di Tamberi, l’incredibile medaglia d’argento di Vanessa Ferrari e le belle prestazioni della nostra Nazionale di basket o della Divina Federica Pellegrini alla sua quinta olimpiade, nessuna come lei. Tutte discipline diverse, certamente, alcune delle quali con maggior tradizione rispetto ad altre (vedasi il nuoto rispetto all’atletica, storicamente più fruttuoso in termini di medaglie olimpiche per gli azzurri) ma tutte parte di quel flow entusiasmante e travolgente che ha risvegliato in noi tutti la voglia di essere parte di qualcosa e l’orgoglio di sentirci italiani.

Questi 60 giorni di sport sono stati un flow entusiasmante e travolgente che ha risvegliato in noi tutti l’orgoglio di sentirci italiani.

Per l’Italia dello sport sono stati mesi estremamente fruttuosi appunto, come pochi altri frangenti prima hanno saputo essere, dunque abbiamo giocato a domandarci se fossero circostanze del tutto casuali oppure ci fosse un perché e abbiamo anche provato a darci una risposta: noi italiani nel casino siamo fortissimi.


In che senso?


Nel marzo del 2019, in corrispondenza del primo lockdown in Italia, abbiamo toccato da vicino il dramma dell’emergenza sanitaria legata al Covid. Siamo stati il primo Paese europeo ad esserne travolto in larga scala da cui i record di contagi e tutto ciò che nell’ultimo anno e mezzo abbiamo -ahimè- sentito ogni giorno al telegiornale. Siamo stati travolti per primi da un evento catastrofico di portata epocale, come pochi prima d’ora, e che probabilmente cambierà il nostro modo di abitare questo Pianeta per lungo tempo. In questo scenario apocalittico ciascuno nel proprio ha dovuto necessariamente reinventarsi, modificando le proprie abitudini, le modalità e i tempi per poter svolgere la propria professione o per potersi allenare, in altre parole ha dovuto cambiare il proprio modo di vivere.


Nello scenario apocalittico causato dal Covid-19 ciascuno nel proprio ha dovuto cambiare il proprio modo di vivere.

Noi in questo siamo fortissimi. Lo siamo perché quando la situazione è critica noi italiani tiriamo storicamente fuori il meglio. Siamo individui che con orgoglio e dignità guardano in faccia il dramma e lo metabolizzano per farne spinta propulsiva funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi. Troviamo in noi stessi la forza per reagire e riemergere, l’estro per dipingere del colore che vogliamo noi la vita che verrà, la determinazione per vincere un Europeo o quella per saltare quel centimetro in più che vale un Oro Olimpico.


Siamo talmente forti nel casino che quando non c’è lo dobbiamo creare: sì perché se va tutto troppo bene sono spesso altri a venire fuori, più metodici magari, meno emotivi forse, o comunque con una maggior predisposizione all'applicazione costante e in via continuativa ma -comunque- non noi, o perlomeno non con la stessa frequenza ed efficacia con cui, nel casino, tiriamo fuori la testa dalla melma e iniziamo a nuotare in mezzo alle insidie, arrivando spesso dall’altra parte prima di tutti gli altri.


Siamo talmente forti nel casino che siamo altresì formidabili a crearlo: siamo infatti storicamente artefici anche di straordinari suicidi sportivi dove al favore del pronostico abbiamo strizzato l’occhiolino salvo poi soccombere d’innanzi ad avversari nettamente meno accreditati di noi, di questo la storia sportiva è piena di esempi, basti pensare al recente episodio della mancata qualificazione al Mondiale del 2018 della Nazionale di calcio con un percorso che di certo stride rispetto alla qualità di quella nostra rosa.


Siamo talmente forti nel casino che siamo altresì formidabili a crearlo. Anche dove non serve.

Apici e pedici in sintesi, come forse nessuno al Mondo, che ci rendono estro e intuito, genio e sregolatezza, individui formidabili e non sempre un popolo unito ed invincibile. Vero questo e vero dunque che siamo forti anche nel complicarci la vita da soli quando magari non servirebbe ma se c'è un punto su cui conveniamo all'unanimità è che di questi tempi spesso il casino c'è e quando c’è, la partita la vinciamo noi.


Perché? Perché noi italiani nel casino siamo i più forti di tutti.


Noi italiani nel casino siamo i più forti di tutti.