Si parte!

Aggiornamento: ago 19

Ricomincia il Campionato di calcio di Serie A! Chi sono i favoriti e quali sorprese dobbiamo aspettarci? Abbiamo messo in cantina la palla di cristallo e provato a guardare dentro a quella da gioco.


E’ tempo di Serie A.


In quella che per gli appassionati di calcio e di sport è stata comunque un’estate piena di eventi, dalla Coppa America all’Europeo, passando ovviamente per le Olimpiadi, siamo arrivati all’imbocco del Campionato di Calcio di Serie A, Stagione 2021/2022.


Inter campione in carica ma smantellato negli elementi cardine del percorso trionfale del biennio contiano, una Juve in difficoltà l’anno scorso come non mai nell’ultimo decennio ma che ritrova tuttavia uno degli allenatori più vincenti della sua storia recente, il Milan -oramai non più una sorpresa- stabilmente ai vertici del nostro Torneo, la fortissima Atalanta di Gasperini che, al netto dei Musso e dei Demiral, ritrova una rosa la cui fiducia nei propri mezzi è di certo cresciuta ulteriormente, complice anche la prestazione di alcuni suoi singoli in Nazionale durante l’estate (Pessina e Miranchuk oltre agli affermatissimi Malinovskyi e Gosens). Poi ci sono le due Romane che hanno cambiato allenatore e dispongono in panchina di due delle migliori guide tecniche (e motivazionali) presenti nel panorama calcistico mondiale e il Napoli di Spalletti che già dal precampionato ha mostrato un impianto solido e una rosa di qualità che sembra conciliare perfettamente il modello di gioco del nuovo mister.

E poi ci sono le sorprese: grande curiosità per la nuova Fiorentina di Italiano, il Verona di Di Francesco e le potenziali outsider per una corsa all’Europa come il Sassuolo. Aggiungeteci poi il meritato ritorno in A di piazze prestigiosissime, storiche e suggestive e un consolidato gruppo di squadre attrezzate per la salvezza, buona parte delle quali milita stabilmente in A da tempo, ed ecco fatto: lo spettacolo è servito.

Spettacolo in campo e fuori: sì perché si torna allo Stadio!

Il calcio giocato è anzitutto dei tifosi e tornare a vedere le partite dal vivo ha -di per sè- un sapore particolare, quest’anno come non mai, e di certo introdurrà ulteriore entropia nella complicata disciplina dei pronostici della domenica, inserendoci quel fattore campo che spesso in passato è stato in grado di spostare anche qualche equilibrio, si pensi al primo Scudetto della Juventus di Conte, avesse inciso anche uno zero-virgola, lo Stadium ha comunque alterato gli equilibri del campo.


Spettacolo doppio in Serie A quest'anno, in campo e fuori: si torna allo Stadio!

Insomma: si parte! E col calcio giocato anche tutto quanto ci gravita attorno dunque divertiamoci a raccontare che cosa, secondo noi, sarà.

Vediamo la Juve davanti a tutti, per la gioia di un abbondante 40% di voi, perché Allegri ha dimostrato di essere uno dei manager più predisposti al pragmatico e molto concreto “Vincere non è importante ma è tutto quello che conta”. Pochi come lui riescono contestualmente a coniugare la valorizzazione del singolo e quella melodia di squadra che all’unisono va suonata per mettere i 3 punti in banca, sia in Italia che in Europa. Aggiungeteci poi un ritrovato Dybala al centro del progetto, un Chiesa che sembra aver raggiunto l’apice della propria maturità calcistica (e che maturità!), una solida difesa, un signore da "soli" 5 palloni d’oro e il cui bollettino è probabile -anche da zoppo- dica 30 a fine stagione e -last but not least- delle geometrie in mezzo al campo che già solo con l’approdo di Locatelli dovrebbero essere garantite ed ecco fatto gli 85 punti per portare a casa il Tricolore in quesa stagione (si su questo siamo d’accordo con Allegri).

Subito dietro le milanesi: Inter con un impianto di gioco consolidato, la miglior difesa del campionato, intensità e qualità come pochi nei Lautaro e nei Barella, un “nuovo” attaccante da 20 gol davanti (Ok, non è Lukaku ma se sta bene Dzeko segna, eccome se segna) e la grande spinta sugli esterni a cui si aggiunge il prezioso contributo di uno dal piede educatissimo: Hakan Chalanoglu. Ecco sì quello che aveva il numero 10 dall’altra parte di Milano, lì dove -comunque- c'è tutto (o quasi) per un campionato da almeno 75 punti, anche perchè non sottovalutiamo il fatto che il Milan sia l’unica delle 7 sorelle, oltre l’Atalanta, ad aver mantenuto la guida tecnica dall’anno scorso, dunque legittimo aspettarsi qualche frizione in meno nel consolidamento delle dinamiche di gioco, se non altro all'inizio.

Poi il duello è a due per l’ultimo piazzamento utile per l’Europa che conta: sarà Atalanta - Napoli.


Per noi Spalletti quest’anno arriva quarto -non ci giriamo tanto attorno- se Osimhen non avrà altre beghe fisiche questo è l’anno in cui il Napoli torna in Champions League. Anzitutto per quel piccolo credito aperto che ha con la sorte stante l’inaspettata sconfitta di Verona all’ultima dello scorso campionato; in seconda battuta perché l’Atalanta spumeggiante col gioco più Europeo della A dopo anni di vertice riteniamo abbia ampiamente esaurito il fattore sorpresa e, complice la stagione logorante che le 3 competizioni imporranno, pensiamo possa perdere di qualche punticino il duello a due per il quarto posto. Sia chiaro che, comunque, le prime 5 le vediamo vicine vicine, entro i 15 punti o giù di lì.


Juventus davanti alle Milanesi, Napoli e Atalanta per il quarto posto e poi le due Romane.

Ecco dunque a questo punto il binomio delle romane, nell’ordine: la Lazio di Sarri secondo noi necessiterà di un po’ più di tempo per mettere a sistema il pensiero calcistico del proprio allenatore, improntato su gioco, possesso e spettacolarità, e comunque non è detto che la rosa sia esattamente la più idonea per proporre nella sua espressione più efficace il “Sarrismo”. Solo per questo pensiamo che delle 2 la Lazio rischi di essere quella leggermente più indietro.

Anche perchè dall'altra parte della città c'è un signore che conosciamo bene (permetteteci, per noi un fuoriclasse): pragmatico, concreto e motivazionalmente parlando secondo a pochi riteniamo che Mourinho impronterà la stagione giallorossa all’insegna della solidità -anzitutto difensiva- e degli "Uno a zero che valgono tre punti come le goleade." A questo aggiungiamo che ci aspettiamo una Roma sicuramente più performante dell’anno scorso anche negli scontri di vertice, dove un pareggino a Milano e una vittoria in casa nel Derby possano venire fuori, piazzandola salda nelle 6, non fosse altro per un fattore Zaniolo che va doverosamente considerato.

La sorpresa del prossimo campionato? Ci proviamo: la Fiorentina di Italiano -se riuscirà a tenere Vlahovic- la collochiamo subito dietro alle "7 sorelle", con Sassuolo, Sampdoria e Verona a completare la colonna di sinistra.